.
M i l l e e c e n t o s e i visite, in un mese e mezzo.
Mi domando chi siate. In parte sospetto di saperlo, ma le statistiche decisamente outnumberano [scusate, ho problemi a ricordare l'italiano dei termini tecnici a volte] le aspettative.
M i l l e e c e n t o s e i volte click, per leggere dei miei altalenanti stati d’umore.
Altalenanti neanche tanto, poi. Almeno ultimamente. Comunque siete tanti, oh.
Nuove in ordine casuale:
*Devo decidere cosa ne penso di Lana del Rey. Sul serio, sono combattuta.
*Sto ricominciando a studiare e non ci capisco una sega [tipico dopo un lungo periodo di stop: i participi russi vogliono che io muoia e probabilmente riusciranno nell'intento].
*Mi nutro per sommi capi tra una partita di Skyrim e l’altra – e altre molto più interessanti attività. *grin*.
* Home-made misoshiru batte qualsiasi tipo di cibo, al momento. Sarei capace di mangiarne vagoni. Vasche. Dannato cervello che ha bisogno di sapori inusuali.
*Non sto fotografando. Lo dico chiaro e tondo prima a me stessa che al resto du monde. Non riesco a prendere la macchina in mano. Non è che senta la solita fitta dolorante che l’astinenza da scatto mi procura di solito eh, semplicemente non ci riesco. La colpa va sicuramente in parte imputata a quella meraviglia di fotocamera che hanno schiantato sull’iPhone 4S ed al fatto che mi ci gingillo assai eh, però boh – è strano. È come se le mie idee fossero temporaneamente andate in letargo. Ci sono, ma non riesco a svegliarle. Mh. Mi terrò aggiornata in merito.
E poi ci sarebbe da dire di come le lacrime di sollievo abbiano sciolto il gelo intorno al mio aritmico muscolo miocardico, di come qualche buffo incrocio del caso abbia voluto darmi una seconda possibilità di quelle che non sono neanche seconde ma prime un’altra volta, di come non potrei trovarmi in nessun luogo se non in quello dei miei migliori risvegli – ascrivibile poi ad un abbraccio che come mai prima è capace di portarmi via al mondo, senza togliermi niente. Ma la storia qua è lunga, e poi non sono neanche così sicura di volerla raccontare a chicchessia. n_n.